La moglie che sta divorziando passa ai raggi X reddito e patrimonio di lui

La moglie che sta divorziando passa ai raggi X reddito e patrimonio di lui

Grazie al fisco lei passa ai raggi X reddito e patrimonio di lui perché pende il giudizio di separazione. L’ex Equitalia (oggi Agenzia delle entrate-Riscossione) deve rilasciare i documenti richiesti sui dati presenti nell’anagrafe tributaria: denunce fiscali, dichiarazioni Iva, immobili di proprietà, locazioni a terzi e comunicazioni finanziarie. In vista della separazione la moglie può passare ai raggi X il reddito e il patrimonio dell’uomo che sta per diventare il suo ex marito.

E il fisco deve collaborare, rilasciando tutta la documentazione patrimoniale richiesta, per quanto sia lungo l’elenco presentato dalla contribuente. Di più. Se per ipotesi nulla risultasse, e dunque l’interessato fosse sconosciuto all’erario, l’amministrazione dovrebbe rilasciare un certificato in tal senso. È quanto emerge dalla Sentenza 2399/2022, pubblicata dalla sesta sezione del Tar Campania.

Rapporti finanziari. Si è formato ormai il silenzio-rifiuto sull’istanza della battagliera signora, che economicamente se la passa male al punto da essere ammessa al patrocinio dello Stato. Risulta tuttavia illegittima l’inerzia mostrata dall’Agenzia fiscale: i giudici amministrativi ordinano agli uffici di esibire le carte richieste. Il giudizio di separazione incombe e la ex vuole le ultime tre dichiarazioni dei redditi dell’uomo oppure ciò che risulta in materia all’anagrafe tributaria, più le certificazioni di eventuali sostituti d’imposta per la corresponsione di redditi da lavoro, che sia dipendente o autonomo. Senza dimenticare le dichiarazioni Iva e l’elenco di atti del registro, dal quale evincere ad esempio contratti per la locazione di immobili intestati all’interessato.

E ancora i beni immobili e mobili di proprietà e le locazioni a terzi delle proprietà. Senza dimenticare le comunicazioni sul conto del marito inviate da tutti gli operatori finanziari alla banca dati del fisco, relative a rapporti continuativi, come i conti correnti, e a operazioni su titoli.

Documenti amministrativi. È stata l’adunanza plenaria del Consiglio di Stato con la sentenza 19/2020 a chiudere il contrasto di giurisprudenza fra i sostenitori della privacy e quelli della trasparenza, chiarendo che gli atti in possesso del fisco costituiscono documenti amministrativi ai fini dell’accesso difensivo previsto ai sensi degli articoli 22 e seguenti della legge 241/90; un accesso che può essere domandato al fisco anche se nulla di analogo si chiede al giudice civile nella causa in materia di famiglia. E il diritto del privato può essere esercitato anche ottenendo copia dei documenti dall’amministrazione.

Fonte: Italia Oggi del 13 aprile 2022

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